venerdì 9 settembre 2016

Blodiga Skald - "TEFACCIOSECCOMERDA" RECENSIONE ALBUM #7



Prima di lasciarvi a leggere la recensione seguente, volevo dare il benvenuto nella Stanza B-151 ad una nuova e graditissima collaboratrice, Margoth, che da oggi inizierà la sua avventura nei meandri più oscuri dell' arte... Spero che possiate apprezzare il suo lavoro. Buona lettura !
Anthony

A cura di Margoth

Se vi starete domandando cosa ci faccia un gruppo folk in un blog dedicato al lato estremo dell'arte, non lasciatevi ingannare dalle apparenze...
E' con i  Blodiga Skald che abbiamo deciso di inaugurare definitivamente lo spazio  dedicato al folk metal la cui parentesi era stata introdotta già con i  suggestivi "Emian Pagan Folk". La band romana nasce nel 2014 da un' idea del batterista Nicola Petricca e del chitarrista Daniele Foderaro a cui si aggiungono quasi immediatamente il cantante Anton Caleniuc, la tastierista Ludovica Faraoni e il bassista Emanuele Viali.  Nel novembre 2015 incideranno il loro primo Ep contenente 4 brani ed intitolato "Tefaccioseccomerda" che in un clima Tolkieniano fatto di elfi, umani ed altre creature fantastiche... No. Non è proprio il caso ! Contrariamente a quanto ci si possa aspettare, questo gruppo non si limita alle solite tematiche fantasy, al culto della sbronza tipico del folk, anzi... non appena saremo intenti ad avvicinare il boccale di birra alla nostra bocca, un "simpatico" orco spunterà dietro la nostra nuca  e con un colpo secco ci catapulterà  brutalmente in un mondo sanguinolento dove orchi spaventosi si divertono a torturare e sottomettere esseri umani e non solo. Su questa scia cruenta il primo brano "Blood and feast" introduce la rude natura degli orchi, un brano speed  in cui le tastiere e la fisarmonica si intrecciano tra loro perfettamente creando un clima di festa che  impedirà anche ai più timidi di restare fermi e travolgendo tutti in un incessante "headbanging" rozzo e squilibrato! Approfittando dell' adrenalina che oramai circola in tutto il mio corpo mi tuffo in "Latin fear" il cui growl rude mi diverte e continua a lasciarmi soddisfatta oltre al piacevolissimo intermezzo che vede la fisarmonica ed il mandolino protagonisti.  Senza avere il tempo di brindare con i calici colmi di sangue umano " No Grunder No cry" esplode con tutta la sua potenza devastante in antitesi alla scia malinconica  e struggente che porta con se, commemorando la morte dell' orco Grunder. In questo pogo sudicio di sangue, morte e sbornie i nostri orchi ballano il loro ultimo "Valzer of Disgrace", oramai l'umanità è completamente sottomessa e i nostri orchi danzano in questo brano solenne dalle tinte forti ed oscure in cui le orchestrazioni ricevono il loro dovuto spazio senza comunque screditare gli altri strumenti ne distruggere lo stile folkeggiante caratteristico  e metal  che ho avuto il piacere di ascoltare fino ad ora.
Ancora intenta a dimenarmi pigio nuovamente il tasto play e quando mi accorgo che questo breve ma intenso viaggio è arrivato alla conclusione, mi rendo conto  che i  "menestrelli sanguinosi"  hanno lasciato un po' di "orchezza" anche in me. Come ho già lasciato trapelare dai miei commenti, il lavoro dei Blodiga Skald mi ha lasciata sorprendentemente soddisfatta, una release d'esordio più che ottima fatta di pezzi validi che  traggono ispirazione dai grandi nomi come Ensiferum, Korpiklaani, Arkona e Finntroll,  risultando comunque molto particolari e di un' identità ben ponderata. Non ci resta che scoprire in quali terre e in quali mondi avremo la fortuna di essere trasportati, con la speranza che si eviti in futuro di cadere in trappole che spesso penalizzano molti gruppi folk, ovvero banalità, mancanza di innovazione e  perdita di personalità.
Voto 7,5

Margoth



Line Up :
Urlatore - Anton "quello scarso" Caleniuc
Strimpellatore - Daniele "barbaro saccente" Foderaro
Fisarmonichella e Tastieraia- Ludovica "gloriosa in frattaglia" Faraoni
Zappatore - Emanuele "cosa ci faccio qui" Viali
Percussionante - Nicola "don tamburello" Petricca

Genere:
Folk/Pagan Metal

Paese : Italia

Città : Roma

Discografia :
TEFACCIOSECCOMERDA (Ep 2015)

Contacts :
Facebook
You Tube
E-mail Ufficiale


mercoledì 24 agosto 2016

The Descent - Discesa nelle Tenebre - Recensione #26


A cura di Anthony

Attenzione : Recensione già pubblicata da me su un altro sito


The Descent, mi era passato sotto al naso diverse volte, in questi anni in cui è in commercio, ed io ogni volta lo avevo snobbato, cercando sempre qualcosa di meglio, ma che spesso si rivelava essere molto peggio. Adesso finalmente mi sono deciso a guardarlo e, con mio sommo piacere, ho trovato un film davvero degno di essere visto ! Horror nel vero senso della parola, The Descent - Discesa nelle Tenebre, è claustrofobico, è oscuro in poche parole, mette i brividi in modi molto diversi tra loro.
La Storia inizia con delle ragazze che discendono le rapide di un fiume a bordo di un gommone, di cui una (Sarah, interpretata dalla splendida Shauna McDonald), ha marito e figlioletta ad attenderla sulla riva. L'introduzione è molto lunga (cosa che a me piace e che prendo come un merito) e si notano addirittura due colpi di scena, il primo, serve al regista, per avere una protagonista già precedentemente traumatizzata, prima ancora che il film entri nel suo vivo, ed il fatto che noi vediamo l' incidente stradale (uno dei più belli che abbia mai visto) che la sconvolge, ci rende partecipi della cosa e ci fa assistere ad un dramma vero, reale. Ora il film poteva prendere una piega assolutamente diversa da quella in cui si è poi sviluppato e così sembra, dato che si prede molto tempo, nella presentazione dei vari personaggi, il regista voleva in qualche modo, farci conoscere il più possibile le ragazze e farci "affezionare" a loro, attraverso feste, risate momenti gioiosi passati dalle amiche insieme, a cui lo spettatore è portato a far parte.
Ma oltre a questo il regista ha voluto darci di più. Abbiamo un trauma esistenziale e adesso avremo anche l' avventura quando il gruppetto di amiche (tutte bellissime tra l' altro), decide di andare ad esplorare le grotte e anche il thriller, nel momento in cui vediamo Jun posare in macchina il libro della guida alle grotte con una strana espressione sul viso.
Arrivate all' interno della caverna, la fotografia diventa superba, ottimi e stupendi giochi di luci e ombre, ci sarà ancora molto tempo prima che le terrificanti creature escano allo scoperto e nel frattempo vivremo scene al limite della soggettiva, dove lo spettatore vede, solo quello che riesce a vedere, dato che non abbiamo altra fonte di luce che le torce e i fuochi delle ragazze. Si muoveranno in cunicoli talmente stretti, che una esile ragazza, a stento riesce a strisciare attraverso. Non c' è mai noia, ma anzi, c' è tensione anche nelle scene potenzialmente "inutili" anche quelle mai tralasciate, ma anzi, ottimamente realizzate, persino le scene tranquille del film, o quelle "non-horror" tengono con il fiato sospeso. Il crollo dentro al cunicolo dell' entrata, segna davvero l' inizio dell' incubo per le ragazze, adesso sono rinchiuse sotto terra, al buio, senza una via d' uscita e non hanno ancora idea di cose le aspetta.
Dal crollo, all' entrata in scena delle creature fameliche, che segna l' inizio della componente orrorifica, passerà ancora altro tempo, ma senza mai annoiare. Vedremo Sarah e il suo comportamento post-traumatico, infatti lei sentirà spesso questa "bambina che piange" ma è impossibile che ci sia una bambina in quella caverna, così lei sarà preda della sua instabilità mentale e si allontanerà dal gruppo, quando Hollie aveva bisogno d' aiuto e sarà allora che le ragazze inizieranno a sospettare di non essere sole...
L' attacco delle creature è bellissimo, inaspettato ma sospettato e cmq avviene in un modo originalissimo. Le creature sono forse il punto a sfavore principale del film, insieme alle attrici, più belle che brave in alcuni (rari) punti, ma cmq molto, molto convincenti, perché questi mostri sono un po "banali" a livello di fisicità, sono infatti i classici umanoidi a metà tra vampiri in stile "Dal tramonto all' alba" e metà goblin, ma tant' è, fanno sempre il loro effetto e lo spavento è assicurato. E' assicurato soprattutto nel momento in cui vengono piazzati in un bel primissimo piano davanti alla telecamera e provateci in quel punto a non saltare dalla sedia !!
Con l' avvento delle creature assetate di sangue, abbiamo un livello crescente di splatter veramente buono e notevole per un film mainstream e adesso manca solo che le ragazze inizino ad aver paura l' una dell' altra ed infatti proprio questo succede...Solo la fotografia, impeccabile fino ad ora, inizia a perdere i colpi, ma questo avviene solo per favorire una maggiore resa cinematografica, che non si sarebbe avuta, nel caso le luci sarebbero rimaste quelle "reali" per tutta la durata della pellicola. La regia e le inquadrature sono presso-che ottime per tutto il film, aumentano di tensione a rilassano nei punti dove serve.
In pratica The Descent - Discesa nelle Tenebre, è un film completo, horror ma non solo, che colloca al centro dell' attenzione, prima i personaggi, interpretati come persone reali, che pensano, parlano si muovono, in una realtà diversa dalla nostra, ma in fondo molto simile, personaggi che lottano con le difficoltà della vita, prima che coi mostri e che quando si trovano ad essere faccia a faccia con le feroci creature sono "vittime" non solo di queste ultime, ma anche di loro stesse e del loro "essere umane". Si trovano in una situazione in cui devono collaborare, ma ciò avviene in grande difficoltà e ci troviamo in una realtà spaventosa in tutti i sensi e soprattutto, spaventosa in molti modi diversi.
The Descent è un film assolutamente da vedere e io consiglio anche da avere, sia chiaro che non si tratta di un capolavoro, ma sicuramente di qualcosa che gli arriva molto vicino.

Anthony

giovedì 18 agosto 2016

Fiume Nero - "Fragore Urla D' Orrore" - Recensione Album #6



A cura di Anthony

I problemi di line-up si sa, sono un cancro che rode il metal dall' interno, gente poco seria, poco preparata e addirittura personaggi che non hanno idea di cosa sia il metal, eppure si vogliono mettere in gioco in questo campo. Il Black metal soprattutto, soffre di questa maledizione vera e propria ed è per questo che questa coppia di Brescia, si è rimboccata le maniche e tra uno sbaciucchiamento e l' altro (ahahahah) ha dato vita a questa band che ha preso il nome "Fiume Nero" il cui EP è ora nelle mie mani e sono stati così gentili da aggiungere anche non una, ma ben due patches della loro band, come dono extra per il sottoscritto, e devo dire che ho apprezzato la cosa, veramente tanto ! 
"Fragore urla d' orrore" è il primo lavoro in studio dei Fiume Nero, che forti di una drum machine (non si può fare altrimenti, mi dispiace...) realizzano piano piano il sogno di una coppia, di due persone unite nella vita e in sala prove. 
Il primo pezzo è una Intro molto cupa ed inquietante. Un fiume, un bosco, una chiesa in lontananza con tanto di suono di campane e composizioni operistiche in sottofondo. I suoni naturali racchiudono un fascino molto sinistro che ci fa addentrare nel buio di questo Ep...
"33-1203" è la prima vera traccia, dopo un battito di raid, entra in campo un riffing sporco e grezzo, veramente malsano e glaciale. Mi da l' idea di avanzare in una palude oscura, guardandomi intorno, un attimo prima di infartuare quando la gelida e tremenda voce di "Simon" fa la sua comparsa in un attimo e vomitando le sue blasfeme lyrics in italiano, su una produzione non eccelsa per ovvie ragioni, ma abbastanza per essere gradevole, un richiamo al Black degli anni '90, senza però raggiungere velocità estreme, si fa un buon dosaggio di rabbia e oscurità, facendo calare il tramonto... "Fiume Nero" al numero tre, è la traccia omonima che racconta della band con un riffing molto dinamico e veloce e devo dire che il testo è una vera poesia, quasi recitata dallo scream soffocato. Ciò che salta immediatamente all' attenzione è che il grosso del lavoro è fatto dalla chitarra, tra rallentamenti e sfuriate improvvise, i riff circolari dalle ali di zanzara alzano spesso la voce e sono una parte viva e tangibile dei brani, siccome la parte ritmica è lasciata a componimenti digitali, la chitarra di "Enna" fa il lavoro maggiore e devo dire che si fa notare ed apprezzare. Posto numero quattro per "Broken Glasses" e la sua glaciale intro. Un brano veramente pieno di oscurità, maligna e potente, che mette addosso una inquietudine veramente pesante. E' calata l' oscurità nella mia stanza, non credevo ! Il riff principale è veramente coinvolgente e accattivante, la voce è assolutamente malefica, la mancanza di potenza sonora poi, non è un difetto, ma anzi, qui fa in modo che sia la parte macabra e spaventosa ad emergere, soprattutto quando "Simon", ci racconta che "solo la menzogna ti si offre" e li, veramente il tutto diventa estremo, degno del black più gettonato.
La numero cinque è "Sulla riva D' Archeronte", scampanellio dei piatti e si parte. Arpeggio lento e dissonato che crea una atmosfera decadente e sinistra, anche quando è la ritmica ad entrare in gioco. L' attenzione si sposa sul testo, ma è sempre la tecnica vocale usata a catturarla a sprazzi. Perché lo scream è veramente acido e malsano e andrebbe ascoltato assolutamente ! Comunque il brano è lento e piano piano, arrivo all' ultima traccia "Eternal Torment" un brano che ricorda atmosfere addirittura "punk", passatemi il termine con un testo che è uno sfogo totale, la voglia di rialzarsi e ribellarsi, non avere più la voglia di sopportare tutto questo... 
Purtroppo il mio viaggio su questo Fiume Nero è già concluso, ma consiglio assolutamente l' ascolto di "Fragore Urla D' Orrore" nell' attesa del primo lavoro sulla lunga distanza della band, che a quanto mi dicono, è in fase di realizzazione. 

Anthony



Line Up :
Simon Desecrator - Vocals
Enna Cancry - Guitars

Paese : Italia
Città : Brescia

Genere:
Black Metal

Discografia:
Fragore Urla D' Orrore - Ep (2014)
Fronte Nero - Split (2014)

Contatti :