martedì 30 luglio 2019
All Around Metal NON ORGANIZZA NESSUN CONCERTO !!
Questo è un post a supporto degli amici di All Around Metal che mi pregano di diffondere questo comunicato !
Siamo stati contattati dal Messico per avere notizie circa presunti eventi live organizzati da un nostro presunto collaboratore che dovrebbe chiamarsi Corrado Luciano (non si sa quale sia il nome e quale il cognome). Precisiamo che la nostra webzine non organizza, né ha mai organizzato direttamente alcun evento live, né ha mai avuto un collaboratore chiamato a questa maniera, persona a noi del tutto sconosciuta (sempre se realmente esistente). L'unico canale ufficiale di contatti con noi è tramite la nostra casella "info" e nessun altro tipo di casella di posta elettronica che riporta il nome del nostro sito come parte iniziale dell'indirizzo (ex. allaroundmetal@gmail.com). Ogni utilizzo non autorizzato del nostro nome, che è un marchio regolarmente registrato, sarà oggetto di segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria. Qualora qualche "furbetto" Vi contatti utilizzando quale paravento il nome della nostra webzine, siete pregati di contattarci sulla nostra casella "info", al fine di metterci al corrente del tentativo di raggiro in atto. Grazie. Lo staff di allaroundmetal.com
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[English version]
We've been contacted from Mexico to some news about PRESUMED live events arranged by an our ALLEGED associate, named Corrado Luciano (we don't know which one is the name or the surmane). We want to specify that our web magazine DOESN'T ARRANGE - and NEVER WILL DO - live events; we NEVER HAD an associate named Corrado Luciano, of which we don't even know the actual existence.
The ONLY official webzine's e-mail address is info@allaroundmetal.com (beyond those of some associates) and NO OTHER TYPE of e-mail address with our name (ex. allaroundmetal@gmail.com).
Any unauthorized use of our name, which is a trademark, will be reported to the competent judicial authority. If some "smart guy" will contact you using our name, please write us at info@allaroundmetal.com in order to inform the attempted deception.
Thank you.
Allaroundmetal.com's staff
sabato 25 maggio 2019
Il Ritorno dei Rammstein con l'album omonimo!
A cura di Anthony
Attenzione : Recensione già pubblicata da me su All Around Metal
Finalmente! Sono tornati i Rammstein bene dieci anni dopo l’ultimo album in studio, quel “Liebe ist für alle da” e l’impossibile da ignorare “Pussy”, con tanto di videoclip porno. Ora, tra rumors su uno scioglimento imminente e un divergenze interni, eccoli invece con un album del tutto nuovo, che è riuscito a creare polemiche addirittura prima dell’uscita, grazie a un brano come “Deutschland”, con il “solito”, videoclip scioccante!
L’album omonimo della band, parte proprio con questo pezzo, che è inoltre il primo singolo estratto, intro stile EBM con synth irrequieti, subito affiancati dalle ormai celebri chitarre granitiche della band, in un crescendo che esplode subito dopo, donando la carica adrenalinica che i fan da sempre amano e che per troppo tempo aspettavano. La strofa pare soffrire leggermente in favore di un ritornello e drop spettacolari; una delle pochissime band capaci di unire elettronica, pop e il meglio dell’industrial di stampo tedesco, derivante direttamente dal Darkwawe, con un metal potente e predominante, massiccio e perfettamente amalgamato con tutto il resto. Il secondo brano “Radio”, rafforza ulteriormente questo concetto, arrivando quasi a scimmiottare ciò che la radio rappresenta, con le sue canzoncine spacciate per arte. Fornisce al tipico pubblico delle canzoni da radio, appunto, qualcosa che possono ben fruire ed apprezzare, pur senza rendersi conto di esser presi per il culo. E la cosa non mi sorprende.
Di tutt’altro tenore è invece l’intro sinfonica di “Zeig dich”, con cori macabri e una certa cattiveria espressa non solo nel tono di voce, ma anche nel suono delle chitarre, secco e tagliente, come un lama che trita le nostre orecchie servite su un piatto d’argento. La melodia tuttavia non manca e, a mio avviso, è anche un grosso punto di forza, è un fiume che riesce bene ad incanalare la giusta dose di cattiveria, in un brano originale e che non scende mai in banalità, soprattutto quando i cori riprendono e sembra di ascoltare una band Synphonic.
“Ausländer”, ribalta totalmente questo concetto, proponendo un brano più in linea con quelli iniziali, ma con una enorme dose “ballabile”, di puro EBM oscuro e malsano, con voci infantili in lontananza, cariche di reverbero, che sembrano urlare in un tunnel di cemento e acciaio. Un brano più calmo e meccanico, pistoni che calano al ritmo (non a caso) sessuale di “Sex”, mi ricordano immediatamente i The Sisters of Mercy di “Lucretia my Reflection”. Un brano che scorre e che suona Rammstein in modo assoluto, ma che tuttavia non risulta memorabile e, personalmente, non apprezzo l’assolo di Synth acidissimo, lasciato banalmente ai ¾ del pezzo.
Mi rinfresco le idee con “Puppe” (si, lo so, se siete toscani starete morendo dalle risate e io con voi), un pezzo disperato e cattivo, una canzone che richiama Marilyn Manson di “Torniquet”, ma senza la stessa intensità emotiva, che però è tuttavia palesemente più “metal”, con la voce di Lindermann che quasi “gratta” sul microfono le corde vocali. Solito ritmo cadenzato e regolare, per “Was ich liebe”, con un basso monotonale che tarda ad arrivare, ma che quando entra in gioco, fagocita tutto il resto. Hard Rock atmosferico che va ad impastarsi con grossi groove, senza mai rallentare di un passo, ma inesorabile, come un treno, avanza senza sosta, sempre alla stessa velocità. L’intro più tenue e dolce di “Diamant”, accoglie la voce dura e grossa di Lindermann, in una ballad molto intensa e melodica, di una atmosfera che pare c’entrare poco con il resto dell’album, ma sappiamo che i tedeschi ci sguazzano nell’essere controversi. Quasi a voler confermare quanto appena detto, arriva il Synth di “Weit weg” e a dire la verità, è l’unica cosa del brano che si fa notare, perché il resto scivola via in modo abbastanza anonimo, a parte l’alzare la voce sull’ultima parte, ma niente di memorabile. Pezzo, assolutamente molto più serio e che riaccende le speranze è “Tattoo”, che riporta alla grande l’ispirazione ai Rammstein, che tornano a picchiare forte e a lasciare il segno, con riff affilati e batteria martellante, sorrette da un basso che potrebbe muovere un edificio! Questi sono i Rammstein che mi piace ascoltare, potenti, irriverenti, consapevoli e mai banali! Ultimo step con “Hallomann”, riff di basso e un’atmosfera sinistra, su un ritmo cadenzato che, come in precedenza, non sdegna la melodia, andandosi a collocare immediatamente nella media del disco.
Per concludere, questo “Rammstein”, non è un album memorabile, né il migliore della band, ma che sicuramente ha un grande potenziale e che non deluderà i fan. Da avere per i fan della band in questione, consigliato invece per chi ama il genere.
Anthony
Formazione:
Till Lindemann – voce
Richard Kruspe – chitarra solista, cori
Paul Landers – chitarra ritmica, cori
Oliver Riedel – basso, cori
Christoph "Doom" Schneider – batteria
Christian "Doktor Flake" Lorenz – tastiera, cori
Tracklist:
1- Deutschland
2- Radio
3- Zeig dich
4- Ausländer
5- Sex
6- Puppe
7- Was ich liebe
8- Diamant
9- Weit weg
10- Tattoo
11- Hallomann
domenica 27 gennaio 2019
King Diamond - Song for the Dead - Live
A cura di Anthony
Attenzione, recensione già pubblicata da me su All Around Metal
Erano più di dieci anni, dodici per l’esattezza, che
aspettavo una nuova release con il logo di King Diamond, tra problemi personali
(è stato operato al cuore), screzi con le etichette e quant’ altro, l’attesa si
era fatta davvero infinita ed erano molti i fan che credevano che ormai, il
celebre cantastorie dell’incubo, si fosse ritirato, appendendo il microfono al
chiodo; ed invece, finalmente, ecco il tanto sospirato doppio DVD Live “Song
for the Dead Live”, che racchiude le performance della band tenutesi
rispettivamente al “The Fillmore in Philadelphia”, il 25 Novembre 2015 e al “Graspop
Metal Meeting” il 17 Giugno 2016. Grande è l’impatto visivo che immediatamente
colpisce il pubblico, perché prima della musica, è l’entrata in scena della performer
nei panni della nonna con l’intro “Out from the Asylum” e la immediatamente
successiva “Welcome Home”, dove viene subito messo in chiaro che non siamo di
fronte ad un semplice concerto, ma ad uno show totale, che unisce immagini,
scenografia, come la doppia scalinata che circonda la batteria, con tanto di
soppalco immagini di demoni sghignazzanti e immense croci al neon,
rigorosamente rovesciate, ma soprattutto la grandissima musica, per uno
spettacolo senza tempo. Al grido di “Grandmaaaa” il pubblico impazzisce, quando
il faccione dipinto del Re di Quadri fa il suo ingresso in scena, con la
telecamera che indugia sul suo camminare sornione e fiero. A donare ancora più
epicità al tutto, la bellezza fragile ed eterea di Livia Zita, moglie del vocalist.
“Sleepless Nights”; “Halloween” e “Eye of the Witch”, in rapida successione,
fino al punto forte della prima parte, ovvero il magistrale capolavoro “Melissa”,
con tanto di performer ad interpretare la strega, arsa sul rogo in scena!
Continua poi l’auto-omaggio ai Mercyful Fate, con Come to Sabbath e in questa
fase, un pentacolo nero con tanto di caprone, viene innalzato al di sopra del
soppalco che circonda lo stage. Particolare attenzione viene data all’esecuzione
di Matt Thompson dietro le pelli, soprattutto durante l’esecuzione di brani
come “The Family Ghost” e “Arrival”, infatti la telecamera, tra un graditissimo
primo piano della bellissima Livia Zita e l’altro, indugia non poco sui colpi
di batteria e la cosa fa notevolmente piacere, perché voce e chitarre, hanno
sempre il 90% dell’attenzione. Continua la spettacolarità dell’esibizione, con
l’infanticidio della piccola “Abigail”, tirata fuori direttamente dalla sua
bara bianca, portata in scena da due druidi incappucciati, per opera dello
stesso King Diamond e, quando la cosa si ripete, questa volta con la piccola
fasciata totalmente, tipo mummia, capisci che il cantante danese ce l’ha a morte
con i bambolotti! Scherzi a parte, l’impatto visivo è veramente notevole e
raramente si era vista un’immagine così forte e scioccante direttamente sul
palco, figlia di quello Shock Rock targato Alice Cooper, così come quando “Miriam”,
la madre di Abigail “partorisce” direttamente in scena, per poi scaraventare a
terra la piccola sugli stacchi di batteria, con luci rosse che infiammano lo
stage e le risate isteriche di King Diamond. Un DVD live che soddisfa la vista
oltre che l’udito quindi, con i classici della decennale carriera di uno dei
padri del metal mondiale, recitati da performer di tutto rispetto, di grande
bravura ed espressività, come la bellissima “Jodi Cachia” o il faccione
incupito di “Erling Sibbern” che, nei panni di un prete, si scambia occhiatacce
e anatemi con King Diamond e le sue risate isteriche. Già dai primi lavori dei
Mercyful Fate, come “Nuns have no Fun” o il sopracitato “Melissa”, King Diamond
è tutt’oggi uno degli artisti maggiori della scena metal, supportato da
musicisti straordinari, come il Guitar Hero “Andy LaRocque”, da sempre è stato
amato o odiato, ma incredibilmente, rispettato e ammirato da chiunque, perché
la genialità e l’arte reale e tangibile di questo poeta maledetto, cantastorie
del macabro, è sotto gli occhi (o meglio le orecchie) di tutti, ed è
innegabile. Quindi al termine della scaletta, mi lascio cullare dalle note
della controversa “Insanity”, mentre la band, compresi i performer, salutano il
pubblico lanciando plettri e bacchette, tra baci e corna alzate! Non ci resta
che aspettare il prossimo Full-length album, che, a detta di Andy LaRocque, è
in fase di completamento e si prevede l’uscita entro il 2019, nell’attesa, ci
gustiamo questo doppio DVD live, che è il giusto ritorno sulle scene, di uno
dei grandi maestri della musica che amiamo. Assolutamente da avere !
Anthony
Line Up:King Diamond - Voce, Tastiere
Andy LaRocque - Chitarre, Tastiere
Mike Wead - Chitarre
Pontus Egberg - Basso
Matt Thompson - Batteria
Livia Zita - Cori. Back Vocals
TRACKLIST
Disc 1 - DVD
Live at The Fillmore in Philadelphia, PA
November 25th, 2015
Runtime: 01:25:24
01. Out from the Asylum
02. Welcome Home
03. Sleepless Nights
04. Eye of the Witch
05. Halloween
06. Melissa
07. Come to the Sabbath
08. Them
09. Funeral
10. Arrival
11. A Mansion in Darkness
12. The Family Ghost
13. The 7th Day of July 1777
14. Omens
15. The Possession
16. Abigail
17. Black Horsemen
18. Insanity
Disc 2 - DVD
Live at Graspop Metal Meeting
June 17th, 2016
Runtime: 01:20:43
-Idem
Disc 3 - CD
Live at The Fillmore in Philadelphia, PA
-Idem
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